domenica 6 maggio 2012

Il nostro territorio: percorsi di storia


Il 16/04/12 la classe IC si dirige in: via Eleonora D’Arborea, via Adalberto, via Belluno, P.zza Bologna e dintorni per visitare palazzine e ricordi storici risalenti agli anni ‘30/40. Tra questi:
- La targa dedicata a Pilo Albertelli, professore di filosofia, che venne ucciso a 36 anni dai nazifascisti e a cui venne dedicato un liceo classico romano. Guidava giovani e popolani nella lotta per la libertà, contro le torture subite per mano dei fascisti. Questa targa è stata voluta dai suoi compagni, dopo dieci anni dalla sua morte, per lasciare il suo esempio nella storia (è posta in via San Boccuccio da Lando, all’interno di un condominio, risalente agli anni‘30).
- La targa dedicata a Eugenio Colorni, filosofo e dirigente socialista, impegnato nella lotta contro il FASCISMO e nella RESISTENZA. Anche lui, contrario al fascismo, ucciso a 35 anni dalla polizia di regime. La targa originale risale al 1978, ma fu volontariamente rovinata, quindi quella attuale in buone condizioni, risale al 2004. (è visibile in via Livorno).
- Altra targa è destinata a coloro che vennero “strappati alle fila dell’ UNITA’ SINDACALE DEL LAVORO” (come citato sulla targa): Mario Tapparelli, Manlio Gelsomini, Alberto Giacchini, Arturo D’Aspro, Francesco Saverio Sardone, Giovanni Senesi.
In fondo alla targa, c’è una frase che interpretata da noi, potrebbe essere un consiglio per i posteri, cioè quello di osare e tentare di tutto per tutelare la libertà.
  
Dopo queste testimonianze scritte, ci concentriamo sui palazzi che ci circondano: vissuti, segnati dal tempo e in parte dalla guerra. In fondo a via Eleonora D’Arborea troviamo molti palazzi, risalenti agli anni’30, in cui ci abitavano le persone sfrattate da Mussolini dal  centro storico,“gli sfollati", dove lui aveva intenzione di abbattere tutto per le sue parate e monumenti.
In via Eleonora D’Arborea, di fronte ad un portone, abbiamo visto le “memorie d’inciampo”, così chiamate per via del fatto che sono in terra: delle targhe in ottone sui sampietrini, con incisi i nomi di cittadini ebrei deportati nei campi di sterminio nazisti. Nel nostro quartiere sono già presenti in varie strade, ad esempio in via Alessandro Torlonia 9.
I nomi delle vittime sono:
Raul Vivanti, Marcella Rosselli, Delia Di Nola e Lucia Rosselli.

Per ricordare, e per capire il valore di certe cose, avevamo i nostri metodi:
-         Chi fotografava ogni cosa, per paura di scordare qualche particolare, anche se a volte si finiva a fare le foto agli amici.
Grazie alle foto, però, si avrà un ricordo per sempre di questa importante visita.
Di foto se ne facevano tante, anche su consiglio delle professoresse, ai palazzi antichi e rovinati, che sono stati testimoni di tante stragi, ma anche di tanta gloria; e alle frasi significative sulle targhe appena nominate, che potevano farci riflettere.

-         Gli appunti sono stati essenziali:
soprattutto sulle spiegazioni della professoressa, che davano senso a ciò che osservavamo. Ci si metteva a scrivere dappertutto, con i nostri quaderni, poggiati ad automobili (in gruppi ammassati sui vetri),
sulle schiene dei compagni (a catene, l’uno sull’altro), o semplicemente poggiati al muro.
Tutto ciò ha creato una bella atmosfera, non noiosa, perciò si aveva voglia di impegnarsi a prendere appunti e di interessarsi alle spiegazioni, tutto ciò che magari in classe sarebbe stato più difficile fare.
Di Elena Sorgente I C

Nessun commento:

Posta un commento